LA MATERIA
L'alfabeto del segno
“Il cemento è il mio Punto Zero: la pagina bianca su cui poggio i primi segni di un racconto ancora da scrivere.”
La materia è il mio primo contatto con il mondo: non un supporto inerte, ma un corpo che respira. In questa narrazione visiva, la materia rappresenta le lettere del mio alfabeto. Ricerco materiali che custodiscono la memoria: la pietra, il legno, il marmo. Toccarli non è solo un gesto, è un modo per decifrare lo scorrere del tempo. Spaccare la materia non è un atto di distruzione, ma di liberazione: cerco il cuore pulsante degli elementi per rivelarne una funzione nuova.
LA MATERIA
L'alfabeto del segno
“Il cemento è il mio Punto Zero: la pagina bianca su cui poggio i primi segni di un racconto ancora da scrivere.”
La materia è il mio primo contatto con il mondo: non un supporto inerte, ma un corpo che respira. In questa narrazione visiva, la materia rappresenta le lettere del mio alfabeto. Ricerco materiali che custodiscono la memoria: la pietra, il legno, il marmo. Toccarli non è solo un gesto, è un modo per decifrare lo scorrere del tempo. Spaccare la materia non è un atto di distruzione, ma di liberazione: cerco il cuore pulsante degli elementi per rivelarne una funzione nuova.
IL COLORE
L'accento del segno
“Se la materia è la lettera, il colore è il suo accento: la forza che rompe la linearità per dare peso a un frammento.”
Il colore non è decorazione, ma un parametro che interroga la nostra percezione. Nelle mie opere il colore non è mai un dato statico, ma una forza che si libera attraverso la rottura. Spaccare la materia rivela tonalità e riflessi latenti che la superficie teneva in ombra, dimostrando come un materiale possa mutare identità nel momento esatto in cui viene trasformato. Il colore dice all’osservatore: “Fermati qui, questa lettera è più importante delle altre”.
IL COLORE
L'accento del segno
“Se la materia è la lettera, il colore è il suo accento: la forza che rompe la linearità per dare peso a un frammento.”
Il colore non è decorazione, ma un parametro che interroga la nostra percezione. Nelle mie opere il colore non è mai un dato statico, ma una forza che si libera attraverso la rottura. Spaccare la materia rivela tonalità e riflessi latenti che la superficie teneva in ombra, dimostrando come un materiale possa mutare identità nel momento esatto in cui viene trasformato. Il colore dice all’osservatore: “Fermati qui, questa lettera è più importante delle altre”.
LA LUCE
La punteggiatura
“La luce è la mia punteggiatura: l’elemento dinamico che traccia i confini del segno e stabilisce l’ordine di lettura dell’opera.”
La luce è la forza che scava nelle fessure, accende i riflessi, rendendo il discorso materico mutevole e mai definitivo: una scrittura che si rinnova a ogni variazione del giorno. In questo testo visivo, l’oro rappresenta la massima espressione luminosa: un punto esclamativo che attrae lo sguardo per elevarlo verso nuove direzioni. Progettare significa prevedere questa metamorfosi, trasformando l’opera in un organismo vivo che abita lo spazio e si riscrive continuamente attraverso lo scorrere del tempo.
LA LUCE
La punteggiatura
“La luce è la mia punteggiatura: l’elemento dinamico che traccia i confini del segno e stabilisce l’ordine di lettura dell’opera.”
La luce è la forza che scava nelle fessure, accende i riflessi, rendendo il discorso materico mutevole e mai definitivo: una scrittura che si rinnova a ogni variazione del giorno. In questo testo visivo, l’oro rappresenta la massima espressione luminosa: un punto esclamativo che attrae lo sguardo per elevarlo verso nuove direzioni. Progettare significa prevedere questa metamorfosi, trasformando l’opera in un organismo vivo che abita lo spazio e si riscrive continuamente attraverso lo scorrere del tempo.